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Gruppo Letterario Acàrya | |||||||||||||||||||||||||||||
| Fondato a Como il 17 Novembre 1977, opera nel campo culturale. | ||||||||||||||||||||||||||||||
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Nasce a Como il 6 marzo 1910 da una famiglia di origini modeste. Grazie alla sua volontà ed alla sua brillante intelligenza ottiene dall' on. Francesco Somaini una borsa di studio che gli consentì di frequentare il liceo scientifico e quindi laurearsi a pieni voti in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano.
Dal padre socialista ereditò gli ideali, e per tutta la vita fu un socialista convinto. Partecipò attivamente alla Resistenza e dopo la liberazione partecipò alla vita pubblica comasca come consigliere comunale e assessore, nelle file del partito socialista.
Ebbe molti importanti incarichi professionali: direttore della S.T.E.C.A.V. , della Navigazione Lago di Como, delle Ferrovie Nord Milano,fu al vertice di importanti sodalizi come la Famiglia Comasca, l'Acàrya, l'Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione, del Rotary, del Circolo Esperantista. L'esperanto fu un amore nato da ragazzo e destinato a durare per tutta la vita: credeva in quella lingua universale che considerava un ponte tra i popoli. Nel 1952 Giordano Azzi fu addirittura invitato alla televisione svedese a parlare delle sue traduzioni in esperanto delle liriche di Giovanni Pascoli. Dal libro: Sunett per mi e i alter di Giordano AZZI
De piscinìn, la vöja de savè Da piccolo, la voglia di sapere/ come gira il mondo e cosa dentro/ e fuori ha, insomma come è,/ era cosi tanta, da rodermi la mente/ e da farmi chiedere tanti perché./ Nel crescere è arrivato poi il momento/ di credere col leggere, studiare e osservare,/ di sapere tutto, o quasi, veramente./ Ma più in là le cose si sono complicate,/ perché più a fondo alle cose andavo,/ più ne restavano ancora non spiegate./ Ho capito così che hanno ragione i saggi:/ non è mai contento del suo pensare quell’uomo,/ che del conoscere ha addentato il frutto. Fin de setember, l’ültim tempuraal Fine di settembre, l’ultimo temporale/ ha spazzato via il caldo: ora si sta bene,/ è quieto il tempo e giù verso Villa-Geno/ il lago è calmo è d’un blu speciale./ Il cielo è bello, in alto pare d’opale/ e più in là, celeste madonna pieno./ Odore di bosco, di funghi e di sereno/ porta un’arietta come un gran regalo./ Uva matura e presto anche le castagne;/ due buoi, adagio, trainano il loro carro,/ portano a casa un po’ d’erba e un po’ di legna./ L’età piena dell’uomo, i cinquant’anni/ sono proprio uguali: oggi tutto tranquillo pare/ sicuro e bello… è inverno già domani.
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Un angolo solo per te. Un angolo, per te che sei solo. Per scrivere, Così ti accorgi di non Mariateresa Frigerio
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