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E' nata in Agosto a Lurate Caccivio
dove vive la sua infanzia e la sua giovinezza.
Incomincia a scrivere poesie quando è alle scuole medie. Segue gli studi
di indirizzo commerciale pur continuando a scrivere. Poi nel 1980
frequenta un circolo culturale in via Vittani a Como dove conosce diversi
poeti e sentendo le poesie degli altri brucia ogni sua precedente
produzione. Ricomincia a scrivere cambiando stile. Partecipa e vince
diversi concorsi anche a livello nazionale. Pubblica nel 1984 il libro
"Tra le bolle di sapone" con prefazione di Riccardo Borzatta.
Libro d'esordio che le è valso diversi riconoscimenti persino a livello
internazionale quali l'Oscar di Montecarlo e il premio Europa 1984.
Diversi articoli su: "L'Ordine" , "La Provincia"
" Il Dialogo" e altre pubblicazioni locali parlano della sua
poesia.
La poetica di Mariateresa è delicata, struggente e capace di catturare la
quotidiana sensibilità di donna e mescolarla con gli aspetti
multiformi dell'esistenza.Paesaggi catturati con pochi precisi tratti,
vedute che diventano, quasi inconsciamente, stati d'animo. Una poesia allo
stesso tempo, classica e moderna, lieve ed energica.
Nel novembre del 1984 entra a far parte del Gruppo Letterario Acàrya,
migliorando sensibilmente il suo stile poetico e la pubblicazione di
racconti brevi. Da anni colonna portante del gruppo Letterario Acàrya,
diventa segretaria della presidente Graziella Molinari, carica che
conserva per diversi anni.
Promotrice della presentazione sul Web del sito Acarya col valido aiuto di
Fabio Caironi. Attualmente è tesoriere del Gruppo.
Alcune sue poesie e prose sono state pubblicate in diverse antologie
e riviste letterarie .
Come esempio di poesia da lei scritta ecco alcune sue liriche :
Tratte da antologie
(scritta in occasione della premiazione dell'Oscar a Montecarlo)
PANE
Una rosa e una candela
sulla mia tavola stasera.
Sulla tovaglia della mia vita
sto raccogliendo le briciole
dei miei sentimenti
che questa notte impesterò coi sogni
per avere ancora di che vivere
domani !
LASCIA CADERE LE TUE PAROLE
Lascia
cadere le tue parole
le raccoglierò una ad una
le avvolgerò coi fiori della
primavera
le ritroverò domani
mi parleranno di te.
Lascia cadere le tue parole
il tonfo non farà rumore
le ascolterò nel silenzio della notte,
incideranno la tua storia
che divideremo in due.
Lascia cadere le tue parole
nel vuoto delle immagini
sbiadite
ti ritroverai a cercarmi
guardando
dall'angolo della tua
penombra.
Blu candle light
Blu la tovaglia
come i pensieri della notte.
Blu la candela
con la luce fioca.
Blu le ombre sedute intorno al tavolo
che la candela non riesce a illuminare.
Fruscio d’acqua
come pioggia di parole
che solo il cuore intende.
Bisbigliano sommesse le ombre
sedute tutte intorno
aspettando il dolce
e il
botto dello spumante .
Quando la cena a lume di candela finisce
soffio su quella piccola fiamma,
il blu della notte mi avvolge
con tutti i suoi fantasmi
e mi rapisce
portandomi lontano nei ricordi.
Balestrand (Novergia), sul
Sognefiord notte bianca
del 27 maggio 96
SALMONI INNAMORATI
Al tocco,
dopo la mezzanotte
i TROLL escono con cautela dal bosco
perché a maggio è ancora chiaro
a quell’ora.
Svegliati dal lungo sonno invernale
con la musica del pianoforte
che esce da una porta
rimasta per caso socchiusa
di un antico hotel di legno
affacciato sul Sognefjord
spiano la felicità al di là dei vetri colorati.
Sospirano
rosei i fiori dei meli
appena in boccio
perché le parole di dolci canzoni
si sono addormentate tra i loro rami;
le cullano, le coccolano, le baciano
e le fan cadere nel fiordo
come pasto a mille salmoni innamorati
NATAAL
Presepi . . . Mesa . .
.
e ‘na gran festa de campann.
L’è la nott de Nataal !
Dopu la
mesa, la büseca.
Ma prima de véert i regaj
vin bianch e panetun.
Ma sa senti pü de par mì,
pü de
malincunia
perché stanocc
dò man strengian la mia .
Presepio … Messa…/e una gran
festa di campane/E’ la notte di Natale/Dopo la Messa la trippa./ Ma
prima di aprire i regali vino
bianco e panettone./Non mi sento più sola/ non sono più malinconica/
perché stanotte due mani stringono la mia.
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Un angolo solo per te.
Un angolo, per te che sei solo.
Per scrivere,
per leggere,
per pensare,
ma soprattutto per sognarmi.
Così ti accorgi di non
essere più solo
ed io sono con te.
Mariateresa Frigerio
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