![]() |
Gruppo Letterario Acàrya | |||||||||||||||||||||||||||||
| Fondato a Como il 17 Novembre 1977, opera nel campo culturale. | ||||||||||||||||||||||||||||||
|
nel 1977 nasceva a Como il Gruppo Letterario Acàrya e
Gisella Azzi, nota poetessa e scrittrice nonchè maestra di
pianoforte,ne fu la nostra prima presidente. Parecchie erano
le persone che in versi esprimevano le loro emozioni e Gisella le
incoraggiava a scrivere e a sottoporle tali scritti ai quali lei dava
valutazioni, suggeriva modifiche sempre con molta discrezione e con
giudizi severi. Essa fu innovatrice, con Piero Collina, dell'attuale
grafia fonetica. Molti hanno tratto insegnamento dalle sue proficue e
stimolanti lezioni nei venerdì sera all'Acàrya . Lei stessa si definiva
la nostra "pita" cioè chioccia e godeva dei successi che i suoi
"pulcini" raccoglievano nei vari concorsi di poesia.
Durante la festa per i suoi 90 anni il presidente della Famiglia Comasca
Piercesare Bordoli disse:<< Una donna che ha dato molto alla
città a livello di poesia, coerenza e buon senso>>.Ha compiuto 90 anni il 3 aprile 2002 ed è stata festeggiata, senza la sua presenza perchè malata, all'Acàrya con una serata a lei dedicata di poesia, giornalismo e aneddoti .
E' scomparsa alla vigilia di Natale del 2002 ed è per la città di Como una grande perdita.
Ha ricevuto l' "Abbondino d'oro" massima benemerenza cittadina che il comune di Como le assegnò nel 1995.
Le sue poesie sono pubblicate in diverse antologie.
Ma pìaas vardà i tò öcc, perché gh'è dént Ga pasa sutt, alégar 'mè pesitt, e inn già luntàn, scundüü chi sà induvé, insém' al laagh, al céél, ma piasarìa La
pita mata Li mai vedü
‘na pita a fa la röda Non avete mai visto una chioccia fare la ruota come un grullo e superbo pavone? Quella sono io. E ascolto tutte le voci dei miei “ex” pulcini. Sulla piòda sbircio nel nido – vuoto abbandonato - … Non troppo lontano volano uccelli di tutte le razze . ma tutti cangianti e belli: allodole, gabbiani usignoli: baciati da quel sole che si chiama POESIA. Il mio cuore stanco batte ( oh, come batte!) felicità e dolore sono qui a combattere nel grigio di una grande malinconia … Ma nello stesso tempo la chioccia, mai stanca di ascoltare i suoi piccoli cari, si consola. HO AVUTO UNA FIGLIA I bellissimi occhi ella sgranava per cogliere sulla mia bocca tante parole -- dolci -- che le dissi e quelle amare (poche: spine su cui sanguinerò muovendo i passi nella discesa verso il buio, fondo finale di una vita buia). Nel silenzio e nel buio ella morì, senza neppur sapere quali mani (impotenti) cercassero di esprimerle lo strazio di un addio fosco, tremendo. Spero soltanto che nell'altra vita -- beate -- ci rincontreremo.
Ho avuto una figlia: mia madre.
Infine una "lettera" a Gisella scritta da Francesco Gottardi per la sua scomparsa: "Ora che le tue mani accarezzano le stelle e i tuoi occhi parlano con loro, ora che tu conosci le verità del dopo da tutti i credo diversamente detta, vieni ti prego nelle mie notti insonni a tenermi compagnia. A raccontarmi con la tua voce amica le cose che tu sai come facevi un tempo, il tempo dell'Acàrya che tanti lustri ti ha vista presidente. Maestra di poesia, tu ci hai svelato di Ippocrene la fonte. Con te perdiamo un poco anche di noi che ci sentiamo persi nel cerchio della vita, mentre contiamo con le nostre dita il numero che cresce: Gianni, Gino, Giuliana, Paolo, Giordano e oggi Gisella, voci vibranti colme di sentimenti. " Vöri sbiavì pian pian .." e così è stato, scegliendo nel silenzio l'abito della festa e della festa il giorno fissando sui nostri calendari, in tutti i Natali che verranno, il tuo anniversario. Ed ora dimmi, cammini nella luce ? E illumini tu stessa le notti nei pascoli del cielo? E incontri nel camino il Gianni e tutti gli altri ? Vieni, ti aspetto, aspettami anche tu..."
|
Un angolo solo per te. Un angolo, per te che sei solo. Per scrivere, Così ti accorgi di non Mariateresa Frigerio
|
||||||||||||||||||||||||||||