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Fondato a Como il 17 Novembre 1977, opera nel campo culturale.  
  
 

   
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Luigi  Besana

 E' nato e abita a Cantù. Socio del gruppo letterario Acàrya dal 2002, partecipa a reading e collabora con varie riviste ed antologie come " Sim-patia " " Dialogo" "  Nuovi poeti Milano". Ha vinto diversi concorsi letterari e festival di poesia, ricevendo numerose segnalazioni. Ha pubblicato il quaderno dell'Acàrya nr. 36 dal titolo "Il Grumo" . In lui la complicità con la poesia si manifesta sopratutto di notte, quando i problemi esistenziali, che in genere sono insiti nei poeti, si fanno più incalzanti e  pertanto sorge il bisogno di riversarli nelle parole. Così il poeta trova nella sua musa ispiratrice, che suggerisce lo scrivere sulla comune condizione umana, le angosce e i pochi canti gioiosi e il sentirsi proiettati soli e indifesi  nel risveglio che ogni giorno  ci aspetta. Ogni lirica di questo poeta esprime sentimenti e sensazioni, svela stati d'animo, superando così la più ardua "fatica" espressiva, coinvolgendo ed emozionando il lettore.

Il cammino d'ogni giorno

La luce fredda del mattino
il cielo scuro a nord del lago
dove i gabbiani volano inquieti.

La città immobile nell'aria
e di nuovo il giorno, la vita
l'attività senza soluzione.

E di nuovo io
che ritrovo i sogni
lasciati ieri al mio passaggio
perchè qualunque cosa sogni
rimango sempre dove sono.

E domani
 nella scia di battelli che passano
e non si conoscono
domani sarò soltanto uno
che ha smesso di passare per questa strada.

Passeggiate fuori di sé

                              
Nebbia
 
Oggi la tua bocca
ha il morso aspro di certi sogni.
Grido di rondine
in una fredda primavera.

Sei nebbia.
Dove se ne vanno gli alberi
le luci, le strade.

Si dilegua la tua figura d’amore.
Tra la veglia e il sonno
tra la parola e il silenzio.

Nel giorno diventato estraneo
sei qualcosa per l’aria.
Il  tuo respiro
esiguo resto di neve.

Si addensano orme
per chissà dove…

      Sono le mie.

Il primo amore

Crescevo nelle sue mani
fra il sole d'estate e la pioggia d'autunno.
Al sospiro dell'alba raccontava di noi
- forse una mattina -
Diceva di me e di te
- forse una sera -
Se le parlavo mi baciava sulla bocca
e inghiottiva le parole.
La seguivo con ansia
mentre divorava i miei libri
o sorbiva i raggi di luna filtrati dalle imposte.
Raggiunsi la maturità
quando lei prese con sé i documenti
- che spiegavano la mia vita -
e uscì dalla finestra perdendosi fra le stelle.

Da quel tempo
scruto il firmamento e leggo l'oroscopo
per inventarmi un po' di domani.

Inverno 

L'inverno pesa su di me 
come se avanzassi nella neve . 
Viaggio nel buio e lascio dei segni. 
Qualcuno troverà le mie tracce 
nei boschi 
nelle piogge 
sul ghiaccio delle notti 
dove oscilla la luna 
in uno sprazzo d'azzurro. 

Esiste l'anima? Esiste la vita .
Sono legato dal vento tra i rami 
dalle mani fino alle labbra.
Il mio nome non dirlo
non lo porto con me, 
lo lascio sulla soglia
quando il giorno muore
e l'oscurità libera la mia ombra.

Isole sommerse
 

Sul lago una luna offuscata.
Nell’ora che gli uccelli
diventavano stelle
due gote rosse
cancellavano gli astri
col vento fresco
della tua corsa.
Tenevo le mani aperte
per fermare l’arrivo della sera
e i tuoi passi sulla ghiaia.
In fondo alla strada
poche brevi parole
prendevano le vie del cielo.

Il mondo s’allontanava come un’isola
lasciando il filo di un’onda.
Un’ala di brezza
piegava un’ombra sottile
fra il lampo dei tuoi occhi
passeggeri di nuvole. 

 


 
IN PRIMO PIANO
 

Un angolo solo per te.

Un angolo, per te che sei solo.

Per scrivere,
per leggere,
per pensare,
ma soprattutto per sognarmi.

Così ti accorgi di non
essere più solo
ed io sono con te.

Mariateresa Frigerio