Pinuccia Giusberti poetessa in lingua è
socia fondatrice del Gruppo Letterario Acàrya. Scrive poesie
particolarmente brevi che lei chiama "scarabocchi" ma che
in realtà sono amori camuffati, sogni inquieti, quasi dei fantasmi
evocati in trance che, riversati poi sulla carta, presentano al
lettore una poesia non certo facile alla prima lettura, ma che
lascia trasparire in poche righe una grande semplicità, una fede
profonda e la necessità del poeta di rincorrere i sogni per
dimenticare la realtà delle corsa comune verso l'unica meta certa.
Ha contribuito con altri poeti del gruppo alla pubblicazione di
quattro antologie àcàryane. Nel 1992 è stato stampato un suo
libretto dal titolo "Le eroine di Giuseppe Verdi" che
testimoniano la passione e la profonda conoscenza della lirica. Si
è cimentata in una lirica in dialetto comasco dedicata al dott.
Silvio Alfonso Marino (neurologo) per il quale nutrì una profonda
riconoscenza e stima. La sua umiltà è racchiusa in una sua frase
che dice:"non voglio essere nessuno, solo un'amica". Dolore
Sognatrice sono
invoco le sirene
regalatemi la maschera
d'Arlecchino
vado dal cavaliere che mi
strappò la veste
indosso i vestiti rubati
ai miei manichini
con il sacco di tela
ti regalo un vocabolario
muto
una penna scarica e due
gocce d'inchiostro rosso.
Al Dottor Marino
Gesù t'à daa l'inteligenza
de cüra i disperaa.
Un lamént ... un surisétt
che 'l ta custa propri niènt.
Quand ta turnat a la tua cà
cantich-su a la fiulìna
'na canzun anca stunada.
Se la vèss de dumandà
che mestée fà ul so papà
cüntich-sü 'na favulèta
che lée, sübit,
la sa indurmenta.
Parlich mai de quij fantasmi
...làsai suta al càmis bianch.
Traduzione: Gesù ti ha dato l'intelligenza /per curare i disperati
/ Un lamento... un sorriso /che non ti costa niente / Quando torni a
casa / canta a tua figlia/una canzone anche stonata/ Se
dovesse chiedere/ che mestiere fa suo papà / raccontagli una
favoletta / e lei subito /si addormenterà./Non dirgli mai di quei
fantasmi/ lasciali sotto al camice bianco .
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