Gabriella è nata a Como dove vive
tutt'ora. E' inserita da diversi anni nel Gruppo Letterio Acàrya e
condivide con gli altri soci la passione per la scultura. La sua è
una poetica squisitamente femminile, decantata goccia a goccia, come
se ogni verso, ogni parola, fossero dei mondi a se , roteanti
nell'universo della pagina bianca . Ogni sua composizione è
un sistema solare retto da equilibri millenari e ricomposto nel
microcosmo della quotidianità. Ogni periodo delle sue liriche
viaggia su orbite prestabilite che a volte sembrano perdersi verso
il punto di non ritorno, ma che alla fine si ricompongono sopra il
nucleo centrale della stella che le ha generate. Le soluzioni
tematiche non sono mai banali, anzi, la simbiosi con l'espressività
raggiunta è totale. Ama gli animali, i castelli, il caldo
dell'estate, ed essendo la moglie dell'attuale presidente
dell'Acàrya viene scherzosamente chiamata la " First
Lady".
Il castello
Ho costruito un
castello
con le pagine delle mie parole.
Affanni e gioie
si ergono imponenti
per difendere i miei giorni.
L' amore scruta l' orizzonte
per essere il guardiano
e il fantasma.
Enormi sale trasudano di quadri
disegnati
da stagioni di ritratti.
Più grandi le pareti
ricordano battaglie con la vita
affrescate da colori umani.
Ed io,
signora del maniero,
consumo il tempo
nell' ora più invisibile
dando alle nuvole
dei nomi folli.
Asciugo le lacrime
dalle ferite
ricordando come un urlo
lascia un' eco per le stanze.
Ogni sera salgo
sulla torre più alta
per contare, in silenzio,
le mie piccole stelle.
Attendo il mattino
con la corazza nuova
per combattere,
giorno dopo giorno,
l' assedio del mondo
che sgretola le mura.
Vivere
Sognante
Nude,
le mie braccia sottili
disperdono nel vento
ombre vaganti
di foglie
dal colore giallo.
Rivivo esperienze esaltanti
e il prevalere maligno
di pagine grigie
mi rendono assorta.
La risonanza
della mia malinconia
ristagna nel porto
di sofferenze passate
e la venatura azzurra
del mio anelito di vita,
ora,
riaccende brace spenta.
Ritrovo le orme
delle filigrane,
la gioia del muschio
ai piedi di un castagno,
il sapore del ghiaccio
decantato nelle botti,
il lirismo di un attimo
incorniciato nel cielo.
Amo il mio vivere sognante
e lancio in mare
l' ancora della speranza
per essere la prima
a salutare l' aurora.
Il mio sole
Il
prodigio della rugiada
ogni mattina, e tu
apri la finestra
della mia vita,
cancelli il profilo
del mio malessere
e ossigeni un cuore
irrazionale e confuso.
Entri nella stanza
della mia anima
per impaginare la serenità
e sciogliere
la mia malinconia
per troppo tempo respirata
nell' aria del silenzio.
Seguendo la tua luce
mi sentirò
compiuta,
modulate emozioni
dell' inconscio
mi daranno consapevolezza
di vivere un incantesimo,
e dal fiore dei nostri volti
potrò sfogliare,
giorno dopo giorno,
l' eternità
dei
nostri sguardi innamorati.
Per qualche sera
Non dobbiamo farci eremiti
nel chiostro dei ricordi.
Rischieremmo
un giorno,
al suono della campana
dei rimorsi,
di venire giustiziati
dal nostro " io
" di allora.
Vi
è un piacere romantico
nell' accarezzare gli amuleti
in certe ore di sole
e con gli occhi chiusi
sfogliare i colori di una vita.
Non
schiacciamo noi stessi
mandando a ritroso
la ruota del tempo.
Ma,
possiamo chiedere
ai ricordi del mattino
una piccola gioia
per
qualche sera.
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